Motivazioni

La celebrazione e promozione della giornata internazionale contro l'omofobia è un evento degno di un mondo tollerante e rispettoso nel XXI secolo.

La non discriminazione sul piano dell'orientamento sessuale è un principio di importanza fondamentale. Tuttavia, in molti paesi del mondo gli omosessuali, al giorno d'oggi, soffrono terribilmente a causa di discriminazioni e abusi. Molti paesi considerano l'omosessualità un reato. In alcune parti del mondo è addirittura considerata un crimine punibile con la pena capitale.

Questo trattamento disumano è veramente inaccettabile.

Il 17 maggio è il giorno nel quale, nel 1990, l'Assemblea Generale dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha depennato l'omosessualità dall'elenco delle malattie mentali.

La Giornata internazionale contro l'omofobia, che verrà celebrata a livello internazionale in più di 30 paesi, aspira a stimolare un dibattito sugli argomenti relativi alla protezione e difesa dei diritti di gay e lesbiche.

Il termine omofobia (che deriva dal greco όμός = stesso e φόβος = timore, paura) significa letteralmente “paura nei confronti di persone dello stesso sesso e più precisamente si usa per indicare l’intolleranza e i sentimenti negativi che le persone hanno nei confronti degli uomini e delle donne omosessuali. Essa può manifestarsi in modi molto diversi tra loro, dalla battuta su un una persona gay che passa per la strada, alle offese verbali, fino a vere e proprie minacce o aggressioni fisiche. Come nasce l'omofobia? L'omofobia deriva dall’idea che siamo tutti eterosessuali e che è normale e sano scegliere un partner del sesso opposto (eterosessismo). Tale considerazione basata anche sulla falsa credenza che in natura non esistano comportamenti omosessuali. L’omofobia, inoltre, si alimenta in vari modi. Innanzitutto la società è spesso diffidente nei confronti delle diversità, fino al punto di considerarle pericolose. Tale mancanza di fiducia riguarda tutte le minoranze portatrici di valori nuovi o diversi (per esempio anche i primi cristiani) perché minacciano quelli convenzionali. Il pregiudizio anti-gay può essere rinforzato dall’ignoranza e dalla mancanza di conoscenza della comunità omosessuale. Gli individui omofobici, di fatto, non conoscono la realtà gay e lesbica e ne hanno un’idea astratta basata su ciò che hanno sentito dire dagli altri. Infine, noi tutti tendiamo ad agire in modo coerente con ciò che viene ritenuto desiderabile e giusto in base alle convenzioni sociali dominanti. Le credenze negative nei confronti dell’omosessualità, inoltre, sono così diffuse nella nostra società che anche gay, lesbiche e bisessuali tendono ad essere omofobici. In questo caso l’omofobia prende il nome di omofobia interiorizzata, termine che indica l’insieme di sentimenti (rabbia, ansia, senso di colpa, ecc.) e atteggiamenti negativi verso caratteristiche omosessuali in se stessi e nelle altre persone. Inevitabile conseguenza del fatto che tutti, sin da bambini, sono condizionati dal considerare come unica possibilità la situazione eterosessuale. L’omofobia interiorizzata può causare un disagio tale da comportare lo sviluppo e il mantenimento di vere e proprie psicopatologie. Studi scientifici a riguardo, difatti, evidenziano come gay, lesbiche e bisessuali presentino una più alta prevalenza di disturbi psichiatrici rispetto agli eterosessuali.

Il Consiglio Comunale di Quattro Castella

considerato che

  • l’art. 3 della Costituzione Italiana sancisce che “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzioni di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali…”
  • una cultura diffusa ancora oggi anche in Italia spinge a considerare le persone omosessuali e transessuali come perverse o malate, rendendole spesso oggetto di scherno e discriminazione; la poca informazione e la scarsa promozione di conoscenze su questi argomenti porta alla diffusione di pregiudizi che vanno dal considerare queste condizioni come scelte di vita innaturali fino alla confusione ed assimilazione con gravi comportamenti patologici quali ad esempio la pedofilia;
  • dal punto di vista legislativo e di garanzia dei diritti il nostro Paese deve favorire scelte politiche che evitino discriminazioni e diseguaglianze;
  • in diverse nazioni del mondo gli atti omosessuali sono condannati dalla legge come atti criminali, con pene che arrivano anche alla morte, oppure sono oggetto di persecuzione;
  • a causa di questa cultura omofobica, molte persone con orientamento sessuale diverso dalla maggioranza tendono a nascondersi e spesso rinunciano, per paura di essere scoperti, al diritto di denunciare maltrattamenti, percosse, furti o ricatti. All’ostilità dell’ambiente esterno non di rado si associa anche il dramma familiare legato ai genitori, i quali, appreso l’orientamento sessuale dei figli, spesso vanno incontro ad un rifiuto (dovuto al crollo delle aspettative sui figli accompagnate da sensi di colpa) che si traduce in sofferenze e separazioni affettive con scarsa possibilità di riconciliazione;
  • il disagio fisico, psicologico e sociale della condizione omosessuale spesso si acuisce in quanto la discriminazione sostanziale viene vestita di credenze religiose o di presunte norme etiche confuse con dottrine religiose. La Chiesa cattolica, ad esempio prescrive che gli omosessuali “devono essere accolti con rispetto, compassione, delicatezza. A loro riguardo si eviterà ogni marchio di ingiusta discriminazione” (2358, Catechismo della Chiesa Cattolica);
  • il 17 maggio 1990 l’Assemblea generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) eliminava l’omosessualità dalla lista delle malattie mentali intendendo così mettere fine a più di un secolo di omofobia medica

ADERISCE

all'iniziativa internazionale per l'istituzione di una Giornata internazionale contro l'omofobia (International Day Against Homophobia) da celebrarsi il 17 maggio di ogni anno nella ricorrenza della cancellazione, il 17 maggio 1990, dell’omosessualità dalla lista delle malattie mentali da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità;

PROMUOVE

anche in coordinamento con le associazioni e gli organismi operanti nel settore, iniziative volte a sensibilizzare l'opinione pubblica a una cultura delle differenze e alla condanna di una mentalità omofobica, intervenendo, in collaborazione con gli organismi istituzionali di competenza, anche e soprattutto nelle scuole che hanno il dovere di formare i giovani perché contribuiscano a costruire un mondo rispettoso dei diritti di ciascuno;

INVITA

il Parlamento italiano a promuovere un riconoscimento ufficiale della Giornata contro l'omofobia.

 
 

Per informazioni, adesioni, comunicazione di iniziative scrivere a 17maggio@arcigay.it