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Testo tratto dal sito del
Parlamento Europeo
Mercoledì 18 gennaio 2006 - Strasburgo
Risoluzione del Parlamento europeo sull'omofobia in
Europa
Il Parlamento europeo,
– visti gli obblighi internazionali ed europei in
materia di diritti umani, quali quelli contenuti
nelle convenzioni delle Nazioni Unite sui diritti
dell'uomo e nella Convenzione europea sui diritti
dell'uomo e le libertà fondamentali,
– viste le disposizioni della legislazione
dell'Unione europea sui diritti umani, in
particolare la Carta dei diritti fondamentali
dell'Unione europea(1), nonché gli articoli 6 e 7
del trattato sull'Unione europea,
– visto l'articolo 13 del trattato che istituisce la
Comunità europea, che assegna alla Comunità il
potere di adottare misure finalizzate alla lotta
alle discriminazioni basate, tra l'altro,
sull'orientamento sessuale e di promuovere il
principio dell'uguaglianza,
– viste la direttiva 2000/43/CE del Consiglio, del
29 giugno 2000, che attua il principio della parità
di trattamento fra le persone indipendentemente
dalla razza e dall'origine etnica(2), e la direttiva
2000/78/CE, del 27 novembre 2000, che stabilisce un
quadro generale per la parità di trattamento in
materia di occupazione e di condizioni di lavoro(3),
che proibiscono le discriminazioni dirette o
indirette basate sull'origine razziale o etnica, la
religione o le convinzioni personali, gli handicap,
l'età o l'orientamento sessuale,
– visto il paragrafo 1 dell'articolo 21 della Carta
dei diritti fondamentali, che vieta "qualsiasi forma
di discriminazione fondata sul sesso, la razza, il
colore della pelle, l'origine etnica o sociale, le
caratteristiche genetiche, la lingua, la religione o
le convinzioni personali, le opinioni politiche o di
qualsiasi altra natura, l'appartenenza ad una
minoranza nazionale, il patrimonio, la nascita, gli
handicap, l'età o le tendenze sessuali",
– visto l'articolo 103, paragrafo 4, del suo
regolamento,
A. considerando che l'omofobia può essere definita
come una paura e un'avversione irrazionale nei
confronti dell'omosessualità e di gay, lesbiche,
bisessuali e transessuali (GLBT), basata sul
pregiudizio e analoga al razzismo, alla xenofobia,
all'antisemitismo e al sessismo,
B. considerando che l'omofobia si manifesta nella
sfera pubblica e privata sotto forme diverse, quali
discorsi intrisi di odio e istigazioni alla
discriminazione, dileggio, violenza verbale,
psicologica e fisica, persecuzioni e omicidio,
discriminazioni in violazione del principio di
uguaglianza, limitazioni arbitrarie e irragionevoli
dei diritti, spesso giustificate con motivi di
ordine pubblico, libertà religiosa e diritto
all'obiezione di coscienza,
C. considerando i recenti eventi preoccupanti
verificatisi in vari Stati membri, ampiamente
segnalati dalla stampa e dalle ONG, che vanno dal
divieto di tenere marce per l'orgoglio gay o per
l'uguaglianza all'uso di un linguaggio incendiario,
carico di odio o minaccioso da parte di esponenti
politici di primo piano e capi religiosi, la mancata
protezione e, addirittura, la dispersione di
dimostrazioni pacifiche da parte della polizia, le
manifestazioni violente di gruppi omofobi e
l'introduzione di modifiche costituzionali
espressamente mirate a impedire le unioni tra
persone dello stesso sesso,
D. considerando, nel contempo, che in taluni casi si
sono registrate reazioni positive, democratiche e
tolleranti da parte della popolazione, della società
civile e delle autorità locali e regionali che hanno
manifestato contro l'omofobia, nonché da parte della
magistratura che ha preso provvedimenti contro le
discriminazioni più sensazionali e illegali,
E. considerando che in alcuni Stati membri i partner
dello stesso sesso non godono di tutti i diritti e
le protezioni riservati ai partner sposati di sesso
opposto, subendo di conseguenza discriminazioni e
svantaggi;
F. considerando, al tempo stesso, che in un numero
crescente di paesi europei si stanno adottando
iniziative intese a garantire pari opportunità,
integrazione e rispetto e ad offrire protezione
contro la discriminazione basata sull'orientamento
sessuale, l'espressione di genere e l'identità di
genere, nonché ad assicurare il riconoscimento delle
famiglie omosessuali,
G. considerando che la Commissione ha dichiarato il
suo impegno ad assicurare il rispetto dei diritti
umani e delle libertà fondamentali nell'UE ed ha
istituito un gruppo di Commissari responsabili in
materia di diritti umani;
H. considerando che non tutti gli Stati membri hanno
introdotto nei loro ordinamenti misure atte a
tutelare le persone GLBT, come invece richiesto
dalle direttive 2000/43/CE e 2000/78/CE, e che non
tutti gli Stati membri stanno combattendo le
discriminazioni basate sull'orientamento sessuale e
promuovendo l'uguaglianza,
I. considerando che occorrono ulteriori azioni a
livello dell'UE e degli Stati membri per eradicare
l'omofobia e promuovere una cultura della libertà,
della tolleranza e dell'uguaglianza tra i cittadini
e negli ordinamenti giuridici,
1. condanna con forza ogni discriminazione fondata
sull'orientamento sessuale;
2. chiede agli Stati membri di assicurare che le
persone GLBT vengano protette da discorsi omofobici
intrisi d'odio e da atti di violenza omofobici e di
garantire che i partner dello stesso sesso godano
del rispetto, della dignità e della protezione
riconosciuti al resto della società;
3. invita con insistenza gli Stati membri e la
Commissione a condannare con fermezza i discorsi
omofobici carichi di odio o le istigazioni all'odio
e alla violenza e a garantire l'effettivo rispetto
della libertà di manifestazione, garantita da tutte
le convenzioni in materia di diritti umani;
4. chiede alla Commissione di far sì che la
discriminazione basata sull'orientamento sessuale
sia vietata in tutti i settori, completando il
pacchetto antidiscriminazione fondato sull'articolo
13 del trattato, mediante la proposta di nuove
direttive o di un quadro generale che si estendano a
tutti i motivi di discriminazione e a tutti i
settori;
5. sollecita vivamente gli Stati membri e la
Commissione a intensificare la lotta all'omofobia
mediante un'azione pedagogica, ad esempio attraverso
campagne contro l'omofobia condotte nelle scuole, le
università e i mezzi d'informazione, e anche per via
amministrativa, giudiziaria e legislativa;
6. reitera la sua posizione relativa alla proposta
di decisione che istituisce l'Anno europeo delle
pari opportunità per tutti, secondo la quale la
Commissione deve garantire che tutte le forme di
discriminazione di cui all'articolo 13 del trattato
e all'articolo 2 della proposta siano considerate e
trattate in maniera equilibrata, come indicato nella
posizione del Parlamento sulla proposta(4), e
ricorda alla Commissione la sua promessa di seguire
da vicino questa materia e di riferire in merito al
Parlamento;
7. esorta vivamente la Commissione a garantire che
tutti gli Stati membri abbiano recepito e stiano
correttamente applicando la direttiva 2000/78/CE e
ad avviare procedimenti d'infrazione contro gli
Stati membri inadempienti; chiede inoltre alla
Commissione di assicurare che la relazione annuale
sulla tutela dei diritti fondamentali nell'UE
comprenda informazioni complete ed esaustive
sull'incidenza di atti criminosi e violenze a
carattere omofobico negli Stati membri;
8. insiste affinché la Commissione presenti una
proposta di direttiva riguardante la protezione
contro tutte le discriminazioni per i motivi
menzionati nell'articolo 13 del trattato, con lo
tesso campo di applicazione della direttiva
2000/43/CE;
9. esorta la Commissione a prendere in
considerazione il ricorso alle sanzioni penali per i
casi di violazione delle direttive basate
sull'articolo 13 del trattato;
10. chiede agli Stati membri di adottare qualsiasi
altra misura che ritengano opportuna nella lotta
all'omofobia e alla discriminazione basata
sull'orientamento sessuale e di promuovere e
adottare il principio dell'uguaglianza nelle loro
società e nei loro ordinamenti giuridici;
11. sollecita gli Stati membri ad adottare
disposizioni legislative volte a porre fine alle
discriminazioni subite dalle coppie dello stesso
sesso in materia di successione, proprietà,
locazione, pensioni, fiscalità, sicurezza sociale
ecc.;
12. plaude alle iniziative recentemente intraprese
in numerosi Stati membri volte a migliorare la
posizione delle persone GLBT e decide di organizzare
il 17 maggio 2006 (Giornata internazionale contro
l'omofobia) un seminario finalizzato allo scambio
delle buone pratiche;
13. reitera la sua richiesta avanzata alla
Commissione di presentare proposte che garantiscano
la libertà di circolazione dei cittadini dell'Unione
e dei loro familiari nonché del partner registrato
di qualunque sesso, come indicato nella
raccomandazione del Parlamento del 14 ottobre 2004
sul futuro dello spazio di libertà, sicurezza e
giustizia(5);
14. chiede agli Stati membri interessati di
riconoscere finalmente che gli omosessuali sono
stati tra i bersagli e le vittime del regime
nazista;
15. incarica il suo Presidente di trasmettere la
presente risoluzione alla Commissione e ai governi
degli Stati membri e dei paesi in via di adesione e
candidati.
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(1) |
GU
C 364 del 18.12.2000, pag. 1. |
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(2) |
GU
L 180 del 19.7.2000, pag. 22. |
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(3) |
GU
L 303 del 2.12.2000, pag. 16. |
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(4) |
Testi approvati,
P6_TA(2005)0489. |
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(5) |
GU
C 166 E del 7.7.2005, pag. 58. |
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